Sotto l’albero sempre Palermo-Nocerina

Luca Lugnan con la maglia del Palermo

ALE

Ormai era diventato un rito. Si scriveva Natale si leggeva Palermo-Nocerina. Appuntamento fisso: 23 dicembre, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Saluti, baci, pandoro e spumante. Orario corto: la campanella “finale” suona alle 12. Poi il lungo viaggio verso viale del Fante.

Due autobus: il 104 a piazza Indipendenza, il 101 al Politeama. C’è il solito turno infrasettimanale di C. Serie A e B sono già in vacanza. E mentre i colleghi più illustri si spiaggiano in qualche lido delle Maldive, i giocatori di Palermo e Nocerina infiammano l’ultimo mercoledì prima di Natale. Orario d’inizio: 14.30.

Erano gli anni del liceo: pochi fronzoli, tanti sogni. Il biglietto rigorosamente “last minute” ché tanto non c’è pericolo di non trovarlo. Nessun tornello o tessera del tifoso. Di fila neanche a parlarne. Alla Favorita siamo quasi sempre gli stessi. Duemila se va bene. E poi è mercoledì, cosa vuoi aspettarti di più. La cerniera di centrocampo, Passalacqua e Bevo stimola la mia fantasia adolescenziale. Attesa lunga: inganno la noia contando gli spettatori. Un’ora prima dell’inizio siamo in 65. Gradoni vuoti e grigi, come il cielo su Palermo.

La partita comincia quando meno te l’aspetti. Due-tre azioni da gol in 90 minuti. Lugnan non sbaglia dal dischetto. Il Palermo vince e si proietta verso la zona playoff. Obiettivo poi fallito. Ma in quel momento non ci pensi. Perché in fondo “siam venuti fin qua vedere segnare Lugnan”.

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