Lo Schettino che affondò il Palermo

Il portiere Bonaiuti lascia il campo coprendosi il volto al termine di Palermo-Battipagliese: rosa in C2

ALE

Fino a qualche giorno fa lo “Schettino nazionale” era un onesto portiere di terza categoria. Per qualcuno era diventato l’eroe di Battipaglia. Per altri era semplicemente colui che affondò il Palermo in C2. Giovanni Schettino si rivelò al mondo sul finire degli anni Novanta. Fece in fretta a diventare la bestia nera del Palermo. Visse il suo giorno perfetto il 6 giugno ’98.

Mentre Pantani saliva sul podio di Milano per celebrare la vittoria al Giro, il Palermo lottava con la Battipagliese per mantenere la C1, nel ritorno batticuore di un playout. Eravamo sei, forse settemila. Pantani, il caldo, Mondello e la Battipagliese: pochi motivi per andare allo stadio. Ma c’era da ribaltare lo 0-1 incassato in Campania sette giorni prima. Un valido motivo per perdermi la consacrazione del Pirata alla tv.

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Abate, il Beniamino è Ignazio

Beniamino Abate con Walter Zenga all'Inter

Per uno che si chiama Beniamino, la Beneamata è nel destino. E per Abate Beniamino da San Martino Valle Caudina, l’Inter arriva nell’estate del 1991. Da Messina a Milano, Abate lascia un giovanissimo Marco Materazzi e va a fare il secondo a Walter Zenga in un’Inter che più strampalata non si può col WM di Corrado Orrico. Numero 12, in tre anni colleziona dodici presenze e raccoglie tredici palloni in fondo al sacco. L’ultimo il 16 gennaio 1994, alla vigilia di Sant’Antonio abate, glielo deposita Luigi Di Biagio del Foggia. Passa alla Fidelis Andria e all’Inter non si strappano i capelli.

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