#ioricordo quei cessi ad Auschwitz

Il mio amico Massimo davanti ai cessi di Birkenau

FRANK

Dentro un capannone, una fila di marmo con una quarantina di cessi, o meglio di buchi, dove fare i propri bisogni. I deportati li facevano entrare a gruppi. Uno attaccato all’altro, avevano trenta secondi per le loro esigenze fisiologiche. La carta igienica? Non scherziamo.

Questa è l’immagine che più mi ha fatto salire il cuore in gola, l’anno scorso a ottobre, quando sono stato nel lager di Auschwitz-Birkenau.

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