Tre ore in un bar con Maurizio Schillaci “Scoglio, Zeman, Totò, erba ed eroina”

Maurizio Schillaci, fotografato da Siciliainformazioni

Maurizio Schillaci, fotografato da Siciliainformazioni

FRANK

Maurizio Schillaci è un uomo buono. Lo guardi negli occhi e pensi questo. Dorme sui treni, ha mandato a puttane la carriera penalizzato da problemi fisici e poi caduto nel tunnel dell’eroina. Lui che coi tunnel aveva fatto ammattire i suoi avversari. Adesso dorme sui treni fermi alla stazione di Palermo. Raccatta soldi per vivere e fumare. E chissà per cos’altro. Ne avrebbe di motivi per mandare a quel paese un po’ di gente. Anche se stesso ovviamente. Ma Maurizio è un pezzo di pane e non ha rancori verso nessuno. Lo Schillaci tenebroso è un uomo buono. E la sensazione rimane quella anche  alla fine di una conversazione a strappi durata tre ore.

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Il ghiacciolo tricolore, il giornalista irlandese e… Fuck Schillaci

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Roberto, mio collega dell’università che ora vive a Dublino, sostiene che la commovente storia di Maurizio Schillaci raccontata dal nostro Ale, si venderebbe bene anche in riva al Liffey. E dunque si parlava d’Irlanda poco fa sulla sua bacheca Facebook.

Anzi, si parlava di Eire. Sì, perché per tutti a Italia ’90 fu Eire. Pat Bonner, Niall Quinn, Tony Cascarino. Quei giganti vestiti di verde erano pure simpatici. E noi palermitani li avevamo visti per due volte da vicino, alla Favorita. Zero a zero deludente contro l’Egitto e uno a uno decisivo per la qualificazione contro l’Olanda. Due pareggi nel gruppo che forse ha registrato il numero più alto di X nella storia: cinque su sei partite.

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