Italia ’90, a Palermo arriva il Mondiale: città senz’acqua, ma c’è la birra

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C’è una luce in fondo al tunnel degli anni Ottanta. Palermo aspetta questo giorno da una vita. I riflettori del pianeta sono puntati sulla Favorita, quando Ruud Gullit sbuca in campo con la fascia al braccio, insieme al capitano avversario, Gamal Abdelhamid. Olanda-Egitto, Palermo ha il suo Mondiale. Anche “Ciao”, il simbolo di Italia ’90, sbarca in viale del Fante. Ed è una liberazione. Il Grande Evento era stato messo in dubbio più volte per troppi motivi. Ritardi agghiaccianti, polemiche, macerie e quattro operai vittime di una fine orribile: schiacciati e sfigurati dopo un volo di 30 metri. Dai morti nel cantiere palermitano, ai problemi economici e burocratici, al gigantesco giro d’appalti che scuote interessi di ogni tipo, quando la mafia – protagonista indiscussa – era tutto fuorché silenziosa.

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