Emanuele Piazza, il cacciatore di latitanti ucciso dalla mafia e dai silenzi

ALE

Faceva domande (anche troppe per chi lo riteneva scomodo), indagava, cercava i latitanti per conto dei servizi segreti. Era un ragazzo pieno di entusiasmo che lavorava con passione e senza paura. La tragica fine di Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde ucciso dalla mafia, si consuma all’improvviso in un giorno di fine primavera. Il suo è uno dei tanti misteri di Palermo. Era il 16 marzo del 1990, oggi sono passati 31 anni. Una storia fatta di silenzi, dubbi, omertà. In mezzo depistaggi, tradimenti e versioni contraddittorie dei vertici della polizia e dei servizi segreti.

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