Vasari compie 51 anni, quel gol contro Mourinho

ALE

Sembra ieri. Il Palermo soffriva, sudava, lottava, poi riconquistava palla e azionava Vasari. Bastava una sventagliata sbilenca di qualche decina di metri. Poi arrivava lui. Stoppava la palla coi piedi che accarezzavano la linea del fallo laterale. Tanino – che oggi compie 51 anni (buon compleanno) – puntava il terzino avversario, lo metteva a sedere e andava sul fondo per crossare. Ventidue giocatori in campo, gli occhi incollati spesso su uno soltanto. Difficile pensare che esista un giocatore che la gente della Favorita ha amato più di lui.

Tanino Vasari è stato un soffio di aria fresca sulla polvere degli anni peggiori. Quello del Palermo senza soldi, sogni e speranze. Dei fallimenti, delle retrocessioni, delle incompiute nel periodo della Palermo più buia. Vento di passione, seta e cachemire. Serpentine, finte, volate. E gol. Di quel Palermo-Parma del 1995 tutto si è scritto. Altro che sedicesimi di Coppa Italia. Più che una partita quella è stata un romanzo. Un gruppo zeppo di ragazzini palermitani capace di mettere al tappeto una squadra di fenomeni in una notte di fine estate. Di quell’incontro, Vasari è stato il protagonista assoluto. Imprendibile sulla fascia e anche nell’esultanza dopo il suo secondo, splendido, gol, segnato al volo alle spalle di Bucci. Quel pronostico ribaltato in modo così fragoroso solleticò la fantasia della cronaca sportiva nazionale che iniziò ad azzardare paragoni tra quel Palermo e l’Ajax.

Ma se l’impossibile era diventato possibile per una notte, è anche vero che all’ombra di Monte Pellegrino era difficile pensare che potessero sbocciare tulipani. La favola rosa infatti durò poco. Eppure Vasari non è stato solo Palermo-Parma. Arrivato in B già grande, dopo l’esplosione col Palermo, Vasari alla soglia dei 30 anni si è poi presentato in Serie A facendo impazzire Maldini in un altro Milan-Cagliari memorabile.

Oggi Vasari ha 51 anni. Ha scollinato il mezzo secolo, è diventato nonno, si è inventato imprenditore. Eppure per tutti è ancora quel ragazzino con la riga nel mezzo che ha rivoluzionato il torpore degli anni Novanta palermitani. I capolavori del Vasari sono affreschi eterni nella galleria della storia rosanero.

Prima di coronare il suo sogno rosa aveva fatto in tempo a ritagliarsi un’altra notte da re sotto gli occhi di Josè Mourinho. Metà giugno 1994, a poche ore dall’inizio dei mondiali in Usa, il Porto di Vitor Baia e Fernando Couto, gioca a Trapani un’amichevole di lusso. Si festeggia la promozione dei siciliani in C1. Tra i granata, allenati da Arcoleo, c’è Vasari. Che segna il gol del 2-2. Dopo la partita le cronache raccontano di un abbraccio tra Mourinho, all’epoca vice di Bobby Robson, e Vasari. E’ il trampolino delle loro carriere. La storia calcistica dell’ala palermitana si sublima in un’altra notte di giugno di dieci anni più tardi. E’ l’alba dell’estate del 2004. Vasari segna il 3-0 finale al Bari, l’ultimo gol del Palermo nella stagione del ritorno in A dopo 33 anni: lancia la maglia in aria, piange, guarda il cielo per la dedica al papà che non c’è più. Oggi Vasari ha 51 anni. Per Palermo è ancora un ragazzo. Che si è fatto anche se ha le spalle strette, scrivendo la storia con la maglia numero sette.

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