9 ottobre 1981, il venerdì nero di Palermo

FRANK
Sono le 23.48 di venerdì 9 ottobre 1981 e l’Ansa batte l’ennesima agenzia che contiene la chiave “Palermo”. L’attacco della notizia è fulminante.

“Scusi, lei per quale omicidio è venuto?”, è la domanda che si sente con maggiore frequenza negli uffici della squadra mobile dove ancora a tarda notte una trentina di persone attendono di essere interrogate per i quattro omicidi avvenuti a Palermo città, mentre altre indagini sono in corso a Campofiorito”.

Quattro morti ammazzati nel capoluogo, uno in provincia.

Passa la notte, insonne per gli investigatori e i cronisti di nera, e alle 10.12 di sabato 10 ottobre, l’Ansa riferisce che “un uomo è stato assassinato con alcuni colpi di pistola alla testa la notte scorsa o questa mattina presto a Palermo”.

Sei “sparati” in poche ore. Troppi anche per una città, maledettamente, abituata ai fatti di sangue, soprattutto in quel periodo. “Stiamo superando i livelli già altissimi degli anni ruggenti”, dichiara il sindaco Nello Martellucci. Ma più che le parole del primo cittadino, sono i numeri a dare meglio l’idea della straordinarietà di una giornata dentro l’ordinarietà di un’emergenza cronica. In quell’anno, fino all’8 ottobre 1981, sono 70 gli omicidi nel capoluogo siciliano, la media è di uno ogni 4 giorni. Anche in una città attraversata dalle pallottole, dunque, quello del 9 ottobre 1981 non è un venerdì qualsiasi, è il venerdì nero di Palermo.

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