Adeste “Fidelis”, Capodanno ad Andria

Riccardo Scamarcio, tifoso della Fidelis, in tribuna ad Andria

ALE

Il rumore degli ultimi botti risuona ancora tra un tg e l’altro. La nave saluta il porto di Palermo. Vado in Toscana, viaggio natalizio. Il notiziario delle 20, che guardo dalla hall del traghetto, si apre col solito bollettino di guerra. Mani tranciate, polpastrelli saltati. C’è spazio anche per Berlusconi, in piena trance pre elettorale, al debutto in politica. Capodanno 1994. E’ sera. Fa freddo. Mare forza 7, ci dicono.
Il primo giorno dell’anno sta per scivolare via senza il solito calcio, fino a quando riesco a beccare la voce di Enzo Del Vecchio. Anticipo di Serie B, RadioRai gracchia le formazioni di Fidelis Andria e Palermo.

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Totò e i botti di Capodanno

FRANK

Totò, il venditore di botti della mia zona non c’è più. A volte spariva per ore nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno. O si era nascosto o lo aveva portato via la finanza. Poi però, il 31 dicembre, era sempre lì all’angolo della strada, col suo banchetto pieno pieno di diavolerie pirotecniche e la sua sedia di legno.

Un paio di anni fa, Totò, se n’è andato e non è più tornato. La finanza ti rilascia, una brutta malattia no. Per la verità, io, avevo smesso già da qualche tempo di fare scorte di Magnum e Svedesi (che non sono gelati e belle ragazze) per la notte di San Silvestro.

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