30 marzo 1990: Gaetano Genova, il vigile del fuoco sequestrato e ucciso per una soffiata

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È un venerdì: 30 marzo 1990. A Palermo scompare il vigile del fuoco Gaetano Genova. In piazza Europa viene trovata la sua auto, una Volvo 244. È regolarmente chiusa a chiave. Di Genova, vigile del fuoco di 27 anni, non c’è alcuna traccia. È l’alba del nuovo decennio. La mafia spadroneggia e non perdona. Due settimane prima – il 16 marzo 1990 – stessa sorte è toccata al giovane Emanuele Piazza, vicino ai servizi segreti. I due si conoscono, sono molto amici. I fatti si intrecciano. Piazza e Genova vengono sequestrati e uccisi.

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Emanuele Piazza, il cacciatore di latitanti ucciso dalla mafia e dai silenzi

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Faceva domande (anche troppe per chi lo riteneva scomodo), indagava, cercava i latitanti per conto dei servizi segreti. Era un ragazzo pieno di entusiasmo che lavorava con passione e senza paura. La tragica fine di Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde ucciso dalla mafia, si consuma all’improvviso in un giorno di fine primavera. Il suo è uno dei tanti misteri di Palermo. Era il 16 marzo del 1990, oggi sono passati 31 anni. Una storia fatta di silenzi, dubbi, omertà. In mezzo depistaggi, tradimenti e versioni contraddittorie dei vertici della polizia e dei servizi segreti.