Vasari compie 51 anni, quel gol contro Mourinho

ALE

Sembra ieri. Il Palermo soffriva, sudava, lottava, poi riconquistava palla e azionava Vasari. Bastava una sventagliata sbilenca di qualche decina di metri. Poi arrivava lui. Stoppava la palla coi piedi che accarezzavano la linea del fallo laterale. Tanino – che oggi compie 51 anni (buon compleanno) – puntava il terzino avversario, lo metteva a sedere e andava sul fondo per crossare. Ventidue giocatori in campo, gli occhi incollati spesso su uno soltanto. Difficile pensare che esista un giocatore che la gente della Favorita ha amato più di lui.

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30 maggio 1990, Palermo-Lucchese inaugura la Favorita mondiale. Un’altra Coppa Italia di lacrime

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FRANK

Il prologo delle Notti Magiche, a Palermo, è una serata dolceamara alla Favorita. Anzi, alla nuova Favorita. Sì perché il 30 maggio 1990 è il giorno dell’inaugurazione dello stadio, dopo la ristrutturazione che costa miliardi e, soprattutto, 5 operai morti in un incidente che vengono giustamente ricordati con un minuto di raccoglimento alla “prima”. Un restyling che consegna all’impianto di viale del Fante i requisiti per ospitare il mondiale italiano. Per accogliere sul prato sotto Monte Pellegrino campioni del calibro di Gullit, Van Basten, Rijkaard. Due settimane prima del debutto dell’Olanda, però, previsto per il 12 giugno 1990, il campo viene testato da rossoneri di altra categoria. C’è la Lucchese di Corrado Orrico. I toscani sfidano il Palermo allenato da Franco Liguori per la finale di ritorno della Coppa Italia di Serie C.

Dopo mesi a giocare fuori, a Trapani, ma perfino a Partinico, i rosanero ritrovano la loro casa. C’è l’eterno sindaco Leoluca Orlando, c’è il presidentissimo Renzo Barbera, che è il capo organizzazione di Palermo di Italia 1990 e che quasi naturalmente darà, anni dopo, il proprio nome allo stadio. C’è il cardinale Salvatore Pappalardo. E ovviamente ci sono gli spalti pieni: 35mila spettatori, anche se le richieste di biglietti sono arrivate a 80mila. Mio padre, non so come, ha trovato dei tagliandi di tribuna. E quindi tra quei 35mila ci siamo pure io, mio padre, mia madre e mio fratello – per l’unica volta nella mia vita – contemporaneamente allo stadio. Dettagli a parte, bisogna battere la Lucchese con due gol di scarto. I rossoneri hanno vinto 2-1 all’andata e la regola della rete segnata fuori casa che vale doppio non è ancora in vigore nella Coppa Italia di C.

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Segna Salihamidzic, pareggia Triuzzi: quando le big d’Europa svernavano a Palermo

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Ultimi giorni del 1997. Internet è roba per pochissimi, le informazioni girano solo con il passaparola, i giornali o il televideo. L’Amburgo – nobile del calcio tedesco – da qualche giorno è in letargo per la lunga pausa invernale della Bundesliga. Il presidente è un certo Uwe Seeler, ex leggendario centravanti della nazionale tedesca. Fa una telefonata a Palermo: “Possiamo venire una settimana da voi per allenarci al caldo?”. Dalla Sicilia arriva l’ok. Seeler invia una lettera al sindaco Leoluca Orlando (sì, nel 1997 c’era sempre lui) per “ringraziare la città che ha accettato l’invito di ospitare la squadra”. “Sono certo – scrive la vecchia leggenda – che molti miei connazionali, sportivi e non, raggiungeranno la città di Palermo per ammirarne i tesori e le bellezze: mi impegnerò affinché ciò avvenga”.

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La storica nevicata del ’99: quel Palermo-Juve Stabia “sottozero”

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Mentre Kristian Ghedina è pronto a buttarsi giù dal cancelletto per giocarsi i suoi mondiali americani, dall’altra parte del mondo il Palermo ospita la Juve Stabia. C’è la neve sia nella tarda mattinata di Vail, in Colorado, che nella sera che avvolge la Favorita, in viale del Fante. E’ il primo febbraio 1999. Mentre Palermo oggi subisce il sole d’inverno con i 22 gradi segnati alle 14, la mente schizza a quella storica serata.

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